Storia

Sobrietà del Rinascimento, trionfo di colore nei marmi barocchi

La luce del Rinascimento viene da sud e si fonde con dolcezza nei colori della terra trentina. Concorre alla felicità dell'unione l'uso frequente delle incorniciature in pietra rossa, impiegate in aulici prospetti urbani come nelle costruzioni rurali. "Quello stile tra raffinato e paesano così suggestivo, con le bifore, le finestre dall'arco rotondo con gli stipiti gli architravi le mensole e i poggioli in pietra rossa, con le gronde ampie e sporgenti...", come scrive in una nota il pittore Tullio Garbari (1911).

Il gusto per accostamenti cromatici sempre più ricercati caratterizza l'uso della pietra locale dopo il Rinascimento. E' un trionfo di altari barocchi che copre le chiese del fondovalle e si inerpica sulle pendici montane. Opere realizzate con marmi con venature e colori rari, perfettamente lucidati, di algida bellezza. Molte chiese, da Trento a Rovereto, Villalagarina, Mori, Ala, conservano ancora numerose testimonianze degli splendori lapidei dell'epoca.

 
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