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Le catene montuose che segnano il territorio, separando le vallate, si percepiscono subito come il principale riferimento paesistico. La natura è stata generosa. Con i suoi profili sfrangiati e i suoi colori fiabeschi, la catena dolomitica che attraversa la regione è tra le più spettacolari montagne del mondo.
In un ambiente così caratterizzato la montagna è stata anche un termine di confronto essenziale per l'opera costruttiva dell'uomo. Per secoli si è costruito guardando alle montagne, in simbiosi con esse: dall'uso dei materiali (la pietra, il legno) all'elaborazione delle tipologie formali (i tetti spioventi, le proporzioni solide, generose). Più del legno, soggetto all'usura del tempo, è la pietra a ricordare la millenaria relazione tra architettura e ambiente. È come un timbro incancellabile. Vigilano sullo sfondo i ricordi più antichi, preistorici, retici. Memorie che non si sono disperse. Nel corso del Novecento artisti sensibili hanno rivolto la loro attenzione a quelle onde misteriose. Il pittore Tullio Garbari, tra gli anni Dieci e Venti, popolava così i suoi paesaggi di personaggi e di architetture arcaiche, si immedesimava nella rude fisicità di paramenti murari elevati sulla scorta di sapienze lontane. |
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